venerdì 17 giugno 2011

Serie A

Tratto da: "L'azione online"

Settimanale di Novara e Zona

NovarA calcio nellA storiA 
13/06/2011 

55 anni dopo il Novara calcio torna in seria A al termine di una stagione memorabile. Gli azzurri, ieri sera hanno superato il Padova 2 a 0 nel ritorno della finalissima dei play off.


Straordinarie emozioni allo stadio "Silvio Piola" di Novara per oltre 11000 tifosi presenti sugli spalti che hanno visto raggiungere il loro sogno della promozione in serie A.
Una partita praticamente perfetta ha regalato alla squadra di Tesser la meritata promozione al termine di una fantastica stagione.
Dopo il pareggio di giovedì a Padova agli azzurri sarebbe bastato un altro pareggio ma la squadra sin da subito è scesa in campo con l'intenzione di vincere la gara. Tesser per l'occasione recupera l'undici tipo di partenza con i rientri di Ludi, Morganella e Bertani.
Nei primi minuti è proprio Bertani a farsi vedere con un tiro dalla distanza parato da Cano. Al 14' l'episodio chiave del match. Gonzalez si invola verso la porta ma viene steso da César che commette fallo da ultimo uomo e viene espulso con fallo al limite. Sulla palla si presenta lo stesso Gonzalez che con una staffilata insacca per la gioia incontenibile dei tifosi sugli spalti.
Il Novara prende in mano le redini del gioco con gli ospiti che fatica a farsi vedere dalle parti di Ujkani, che quando chiamato in causa gestisce al meglio.
Nella ripresa gli azzurri hanno lo stesso piglio della prima frazione. Il raddoppio che dà l'inizio alla festa giunge al 70': Rigoni tutto solo si beve un paio di giocatori e dalla destra con un tiro rasoterra sul secondo palo mette a segno la rete della tranquillità
Il "Piola" diventa una bolgia con la gente entusiasta e al triplice fischio finale può aver inizio la festA!
LE IMPRESSIONI DAGLI SPOGLIATOI
A presentarsi in sala stampa un emozionato Massimo De Salvo: "Sono contento ed emozionato, è un obiettivo insperato quest'anno che tutti hanno raggiunto ed è proprio alla squadra che va il merito, io ho solo cercato di accompagnarli. Premio promozione? Sì certo avevamo depositato 1 milione di euro e me lo hanno portato via (sorride)". Quanto bisognerà cambiare il prossimo anno? "Non mi sono mai occupato di scelte tecniche. Sarà una bella stagione, siamo pronti a soffrire. Abbiamo fatto un programma di un certo tipo. Lo stadio? Lo renderemo adatto alla serie A". De Salvo fa poi una battuta su un suo "vecchio" direttore: " Avevo un direttore che ha detto che in 5 anni saremmo arrivati in serie A, non ci ha portato lui ma la previsione è stata giusta". "Ora capiremo cosa abbiamo fatto di buono e ci focalizzeremo dove dobbiamo migliorare, c'è una montagna da scalare e siamo pronti". Ripartirete da Tesser? "Ripartiamo da Tesser, è stata fatta una cosa straordinaria. Poi lui non mi ha chiesto di andar via per cui non si muove".
Proprio mister Tesser analizza la serata e la magica annata: "Ci ho sempre creduto anche se è facile dirlo adesso. La squadra era in salute mentalmente e siamo andati in A meritatamente, non abbiamo ma mollato un attimo. Ho la consapevolezza quotidiana di andare a lavorare con questi ragazzi, una squadra nata per fare la Lega Pro facendolo da protagonisti, ripeto noi ci abbiamo sempre creduto. L'obiettivo iniziale era la salvezza tranquilla e averla raggiunto a gennaio penso sia stato un merito, siamo stati premiati. Ringrazio i giocatori che sono loro ad andare in campo e poi ovviamente la società e il direttore che mi hanno scelto quando venivo da un momento non bello, è andata bene grazie ad un gruppo straordinario. Serve l'aiuto di tutti, dai media ai tifosi che sono stati spettacolari. Io sono arrivato in serie A senza procuratori e senza aiuti. Alla prima esperienza sono stato esonerato subito poi ad Ascoli dove ho fatto esordire tanti giovani, tutti parlavano di queste esperienze negative e nessuno di quelle buone che ho fatto prima. Io non sono cambiato per nulla, certo un po' esperienza quella sì". "La nostra forza è stata il gruppo ora pensiamo solo a festeggiare, il domani inizieremo a guardarlo tra poche ore. Voglio dire di essere orgoglioso e onorato di aver allenato un gruppo così anomalo, è stata una fortuna. Sia io che il mio staff non aabiamo mai mollato e vedevamo i ragazzi veramente carichi per questo eravamo tutti ottimisti".

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