Concordia, nuova accusa per Schettino: "Nascose l'incidente". I manager Costa indagati per omicidio colposo
Giovedì, 23 febbraio 2012 - 09:09:00
Mancata comunicazione alle autorita' marittime dopo che la nave urto' contro gli scogli delle Scole al Giglio. E' questa, secondo quanto si apprende, la nuova ipotesi di accusa mossa dalla procura di Grosseto nei confronti di Francesco Schettino, l'ex comandate della Costa Concordia. La stessa ipotesi di accusa contestata ieri ai 4 ufficiali che si trovavano in plancia al momento del naufragio. Per Schettino, l'accusa si aggiunge a quelle di omicidio plurimo colposo, naufragio e abbandono della nave.
Intanto è salito a nove il numero totale degli indagati nell'incidente della Concordia: sette nuovi avvisi di garanzia sono arrivati oltre ai 4 ufficiali anche a 3 funzionari della Costa Crociere. Intanto il relitto ha restituito altri otto corpi, trovati nella parte sommersa della nave. Quattro erano chiusi in ascendore. Dal naufragio del 13 gennaio, mancavano all'appello ancora 15 persone. Ritrovato anche il corpo di Dayana Arlotti, 5 anni, riminese. La bimba era imbarcata sulla Costa Concordia con il padre e la sua attuale compagna. Quest’ultima ha riferito di averla vista l'ultima volta durante l'evacuazione della nave, quando un passeggero l'ha afferrata mentre stava per scivolare in acqua.
COSTA CROCIERE - Costa Crociere conferma, tramite il proprio ufficio stampa, che sette tra i propri dipendenti hanno ricevuto avvisi di garanzia in relazione al naufragio della nave Concordia all'Isola del Giglio. Degli avvisi di garanzia, 4 sono indirizzati a dipendenti tra il personale di bordo della nave mentre 3 sono destinati a dipendenti tra il personale di terra. "L'accertamento della verita' e' indispensabile affinche' sia fatta giustizia - si legge in un comunicato stampa della Compagnia - innanzitutto per le vittime, ma anche nei confronti del nostro equipaggio e dell'azienda stessa. Abbiamo piena fiducia nel lavoro della magistratura - prosegue la nota stampa - alla quale abbiamo offerto fin da subito la massima collaborazione e siamo certi che verra' confermata la professionalita' dell'azienda e la capacita' sua, e delle sue persone di bordo e di terra, nell'affrontare questa straordinaria emergenza. L'iscrizione di personale di bordo e di terra nel registro degli indagati - si legge ancora - riteniamo sia dovuta alla necessita' di fornire le garanzie di legge previste per ogni cittadino, soprattutto in considerazione della celebrazione dell'incidente probatorio, che avra' luogo nei prossimi giorni. La Compagnia desidera esprimere la propria piena fiducia e solidarieta' a questi suoi collaboratori, della cui competenza professionale e correttezza etica ha l'assoluta certezza, e che - conclude il comunicato - hanno operato nelle ore successive a questo gravissimo incidente con la piu' elevata professionalita' e abnegazione".
Guarda la gallery - IL RECUPERO DEI CADAVERI"OMICIDIO COLPOSO" PER I MANAGER COSTA - I tre manager della Costa sono accusati di "cooperazione in omicidio colposo". Si tratta del vicepresidente esecutivo per le operazioni della flotta, Manfred Ursprunger, il direttore dell'Unità di crisi, Roberto Ferrarini, e uno dei suoi collaboratori, Paolo Parodi. Come si legge nell'avviso di garanzia la sera dell'incidente "quali rappresentanti legali della società e responsabili delle decisioni a tutela della sicurezza delle persone trasportate, hanno omesso di suggerire al comandante soluzioni idonee". E poi: "Hanno omesso di fornire supporto tecnico e decisionale, omettendo di verificare le incongrue informazioni che arrivavano dalla plancia". Infine: "Hanno limitato i lavori dell'unità di crisi a compiti puramente logistici, omettendo di contattare la direzione marittima della Capitaneria di porto di Livorno".
La sera del 13 gennaio ci furono almeno 14 telefonate tra Schettino e Roberto Ferrarini, in ufficio a Genova. E di queste, 9 in quell'intervallo di tempo decisivo tra l'impatto della Concordia con gli scogli (21.42), l'ordine di evacuazione (22.58) e il disordinato abbandono della nave e dei passeggeri ancora a bordo da parte dell'intero quadro ufficiali (23.40). Ferrarini finora si è difeso sostenendo di essere stato "ingannato" dal comandante. Ma, evidentemente, la sua verità non regge. Anche perché, mentre Schettino parlavo con Ferrarini, Manfred Ursprunger veniva informato dal commissario di bordo Manrico Giampedroni che "la situazione era critica".
I QUATTRO UFFICIALI A BORDO - Dopo essere stato inizialmente "eletto" leader dell'ammutinamento contro l'incapacità di Schettino di prendere decisioni, ora Roberto Bosio, comandante in seconda "smontante" e ospite a bordo è accusato, insieme al secondo ufficiale Salvatore Ursino e al "terzo" Silvia Coronika di "concorso in omicidio e naufragio". "Hanno omesso - è scritto ancora nell'avviso di garanzia - di attivare le procedure antifalla", che avrebbero potuto ritardare l'affondamento. "Hanno omesso e ritardato il segnale di emergenza generale", che avrebbe consentito ai passeggeri un afflusso ai punti di raccolta più ordinato e tempestivo. Il quarto degli ufficiali indagati, Andrea Bongiovanni, è invece accusato "solo" di "aver omesso di fare rapporto" alla Capitaneria di Livorno e di aver detto a De Falco che a bordo c'era stato semplicemente un "blackout" l'incipit di una tragedia.






MESTRE / In questi giorni l’Associazione Difesa Consumatori (Adico) di Mestre (Ve) sta raccogliendo le incertezze e le lamentele, da parte di cittadini, riguardanti il pagamento del canone Rai.


